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Parco Fluviale Regionale del Taro

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Parco Fluviale Regionale del Taro

The best MTB trails around Parco Fluviale Regionale del Taro

4.3

(1241)

6,450

riders

332

rides

Mountain biking around Parco Fluviale Regionale del Taro offers diverse landscapes shaped by the Taro River, stretching over 20 kilometers. The park features a dynamic riverine environment with sand and gravel islets, alongside varied vegetation including shrubs, expansive meadows, and wooded areas. This natural setting provides a range of terrain for mountain bikers to explore.

Best mountain bike trails around Parco Fluviale Regionale del Taro

  • The most popular mountain bike trail is Loop of Collecchio, a 31.4 miles (50.5…

Last updated: May 4, 2026

5.0

(5)

53

riders

#1.

Loop of Collecchio

50.5km

04:49

1,100m

1,100m

Hard mountain bike ride. Very good fitness required. Advanced riding skills necessary.

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Hard

3.5

(2)

11

riders

34.5km

02:55

580m

580m

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Moderate
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Michele Pelacci

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Gioele Bazzini
May 1, 2026, Carriage Road Between Ozzano Taro and Carrega Woods

Panoramic road, always beautiful to travel.

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A quiet road from which you can admire beautiful landscapes

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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola

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Stunning landscapes

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The ford has been restored and is easily passable.

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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)

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Great place for a stop and to fill up your water bottle

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From behind the courtyard you enter the Taro Park towards the canals and the butterfly path

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Frequently Asked Questions

What types of terrain can I expect on mountain bike trails in Parco Fluviale Regionale del Taro?

The park offers a diverse range of terrain, from cycle-pedestrian paths and low-traffic roads to more challenging routes through wooded areas and open fields. The riverine environment means you'll encounter sand and gravel islets, especially near the Taro Riverbed. Routes like the Loop of Fornovo Taro combine paved sections with natural paths.

How many mountain bike trails are available in Parco Fluviale Regionale del Taro?

There are over 340 mountain bike routes available in and around Parco Fluviale Regionale del Taro, catering to various skill levels. This includes approximately 50 easy routes, over 220 moderate routes, and more than 60 difficult options.

Are there family-friendly mountain bike trails in Parco Fluviale Regionale del Taro?

Yes, the park offers several family-friendly options, particularly those utilizing cycle-pedestrian paths and low-traffic roads. These routes are generally flatter and less demanding, making them suitable for riders of all ages. Look for routes categorized as 'easy' on komoot for the most suitable options.

What natural features and landmarks can I see while mountain biking in the park?

The park is known for its rich natural features, including the dynamic Taro River with its sand and gravel islets, diverse vegetation, and abundant birdlife. You can also visit cultural landmarks such as Corte di Giarola, which serves as the park's headquarters and visitor center. Other points of interest include the Cycle Path on the Fornovo Taro Bridge and the Footbridge over the Naviglio Taro.

What is the best time of year for mountain biking in Parco Fluviale Regionale del Taro?

Spring and autumn are generally the best seasons for mountain biking in the Parco Fluviale Regionale del Taro. During these times, the weather is pleasant, and the natural scenery is particularly vibrant. Summer can be hot, especially in the open areas, while winter might bring muddy conditions or closures due to weather.

Are there any dog-friendly mountain bike trails in the park?

While the park is a natural area, specific rules for dogs on mountain bike trails can vary. It's generally advisable to keep dogs on a leash, especially given the park's status as a Special Protection Area for birds. Always check local signage or the park's official guidelines for the most current regulations regarding pets on trails.

Where can I park my car when visiting Parco Fluviale Regionale del Taro for mountain biking?

Parking is available at various access points around the park. The Corte di Giarola, which houses the visitor center, is a good starting point and typically offers parking facilities. Additionally, towns bordering the park, such as Collecchio and Fornovo di Taro, often have public parking areas convenient for trail access.

Can I reach the mountain bike trails in Parco Fluviale Regionale del Taro by public transport?

Yes, the park is accessible by public transport. Buses serve the towns surrounding the park, such as Collecchio and Fornovo di Taro, which are common starting points for many mountain bike routes. From these towns, you can often connect directly to the park's trail network.

What do other mountain bikers say about the trails in Parco Fluviale Regionale del Taro?

The mountain bike trails in Parco Fluviale Regionale del Taro are highly rated by the komoot community, with an average score of 4.4 stars from over 1,300 reviews. Riders often praise the diverse landscapes, the tranquility of the riverine environment, and the variety of routes suitable for different skill levels.

Are there any circular mountain bike routes in the area?

Yes, many of the mountain bike routes in Parco Fluviale Regionale del Taro are designed as loops. For example, the Rocca Sanvitale Garden – Casino dei Boschi di Carrega loop from Parma offers a moderate 41.7 km ride, providing a comprehensive tour of varied landscapes and points of interest.

Where can I find places to eat or drink near the mountain bike trails?

Towns like Collecchio and Fornovo di Taro, which are adjacent to the park and serve as trailheads, offer various cafes, restaurants, and pubs. The area around Corte di Giarola also has facilities, including the visitor center, where you might find refreshments.

Is bicycle rental available in or near Parco Fluviale Regionale del Taro?

Yes, bicycle rental services are available at the 'Under the sign of water' visitor center, located at Corte di Giarola. This is a convenient option if you don't bring your own bike and wish to explore the park's trails.

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