4.6
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213
riders
17
rides
Gravel biking around Calestano offers diverse landscapes in the Emilia-Romagna region of Italy. The area features varied terrain, including wide gravel roads, technical descents, and singletracks, often combining paved and unpaved sections. Routes traverse the Val Baganza, characterized by altitudes ranging from 300 to 1,500 meters, and include views of the Calestano hills and the middle Baganza Valley. Geological features like the Salti del Diavolo and the Baganza River Gorge are present.
Last updated: May 11, 2026
5.0
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36
riders
50.6km
03:58
1,430m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.
4.0
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27
riders
43.9km
03:01
560m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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5.0
(2)
8
riders
45.7km
03:19
830m
830m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
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13
riders
37.2km
02:57
870m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
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13
riders
43.9km
02:44
350m
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Moderate gravel ride. Good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
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Beautiful view of the hills, paths a bit challenging in some places, but overall a nice tour
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Beautiful panoramic point, worth a stop.
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A well-maintained dirt road overlooking the Parma Valley. Very pleasant for both walking and cycling.
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During this period you can easily cross the river on horseback.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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The Barboj Park owes its name to the rumbling sounds that accompany the emission of methane gases, salt water, hydrocarbons, methane, carbon dioxide, and mud from the subsurface through numerous small volcanoes of varying shapes and sizes, some up to 1 m high. These geological features, considered the most important in western Emilia, also extend to the nearby town of Torre di Traversetolo, to which the area is connected by several marked trails. The salse are characterized by the eruption of muddy salt water from spring pools, used for medicinal purposes until the 19th century, which flows into the small Barboj stream, a tributary of the Termina stream. SOURCE: https://parmawelcome.it/scheda/parco-dei-barboj/
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There are over 15 gravel bike trails around Calestano, offering a variety of experiences for different skill levels. The komoot community has explored more than 270 routes in the area.
Calestano is suitable for gravel biking across multiple seasons. The region's diverse landscapes, from river valleys to higher elevations, offer varied conditions. While specific seasonal conditions aren't detailed, the area is known for its natural beauty, suggesting spring and autumn would be ideal for comfortable temperatures and vibrant scenery. Winter conditions might include snow at higher altitudes, while summer can be warm.
The gravel bike trails around Calestano offer a dynamic riding experience with varied terrain. You'll encounter wide gravel roads, more technical descents, and singletracks, often combining both paved and unpaved sections. The routes traverse the Val Baganza, featuring rolling hills, river valleys, and dense woodlands, with altitudes ranging from 300 to 1,500 meters.
While many routes around Calestano are rated as difficult, there are options for different ability levels. For a potentially more moderate experience, consider routes like Vineyards in the Carrega Woods – Villa Casino dei Boschi loop from Felino, which is rated moderate and explores the Boschi di Carrega. Always check the route details for elevation and distance to ensure it suits your family's capabilities.
Calestano's gravel trails wind through breathtaking landscapes. You can expect panoramic views of the Calestano hills and the middle Baganza Valley. Notable natural features include the suggestive rocky spires of the Satin del Diavolo (Devil Trail), and the scenic Baganza River Gorge. Routes like Beautiful view from Monte Fornello – Monte Fornello loop from Lesignano de' Bagni specifically highlight rewarding views from the peaks.
Yes, beyond the natural beauty, Calestano offers cultural and historical elements. You can explore historical routes that pass through Calestano's ancient architecture and narrow streets. Additionally, routes like Castello di Torrechiara – Belvedere Marcello loop from Langhirano can take you past significant landmarks such as the Castello di Torrechiara.
The area is highly rated by the komoot community, with an average score of 4.5 stars from over 16 reviews. Reviewers often praise the diverse landscapes, the mix of challenging and scenic routes, and the opportunity to explore both natural beauty and historical elements. The varied terrain, from wide gravel roads to technical sections, is frequently highlighted as a key enjoyment factor.
Yes, many of the gravel bike routes around Calestano are designed as loops, allowing you to start and end in the same location. Examples include the popular Lagdei Hut – Fountain of Roncobuono loop from Corniglio and the Road in the Boschi di Carrega – Villa Casino dei Boschi loop from Felino.
While specific parking locations for each trail are not detailed, many routes start from towns or villages like Corniglio, Felino, or Lesignano de' Bagni. These starting points typically offer public parking facilities. It's advisable to check the specific route details on komoot for suggested starting points and potential parking information.
Calestano is known for its local cuisine, especially the black truffle of Fragno. After a ride, you can enjoy gastronomic routes and taste local specialties, including gourmet pizza at local restaurants. The region also offers various accommodation options like Agriturismo and B&Bs, particularly in and around Calestano and nearby villages, providing convenient places to stay.
Yes, for those looking for more specialized off-road experiences, there are bike parks and dedicated MTB trails nearby. Highlights include the La Cava Descent, the Satin del Diavolo (Devil Trail), and the Pineta di Cassio MTB Trails.


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