4.4
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687
riders
63
rides
Gravel biking around Fontevivo offers a diverse landscape for cyclists. The region features a mix of agricultural plains, river valleys, and rolling hills, providing varied terrain for gravel routes. Riders can expect to encounter historical sites, nature reserves, and vineyards along the trails. Elevation changes range from gentle gradients to more challenging climbs, catering to different skill levels.
Last updated: May 11, 2026
4.4
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58
riders
68.3km
04:55
1,200m
1,190m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
4.3
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30
riders
42.3km
02:47
510m
510m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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4.4
(8)
69
riders
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
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89
riders
56.8km
03:32
530m
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Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
(2)
44
riders
136km
09:06
1,920m
1,920m
Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.
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Beautiful panoramic point, worth a stop.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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Walk in the open air
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Love this run. Avoid on sundays as crowded
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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)
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Fontevivo offers a wide selection of gravel bike trails, with over 90 routes available for exploration. These range from moderate paths to more challenging climbs, catering to various skill levels.
Yes, Fontevivo has several easier gravel bike trails. While many routes feature varied terrain, there are 4 routes specifically categorized as easy, perfect for those new to gravel biking or looking for a more relaxed ride.
For those seeking a longer adventure, Fontevivo offers extensive routes. One notable long-distance option is the Busseto – View of Vigoleno loop from Fidenza, which spans over 83 miles (134 km) and features significant elevation gain.
The region's mix of agricultural plains, river valleys, and rolling hills makes it enjoyable for gravel biking across multiple seasons. Spring and autumn generally offer pleasant temperatures and vibrant scenery, while summer can be warm, and winter rides are possible, though some paths might be affected by weather conditions.
While specific 'family-friendly' designations aren't always explicit, routes with less elevation gain and smoother sections through agricultural plains or along river valleys would be most suitable. Look for routes categorized as 'easy' or 'moderate' for a more relaxed family outing.
Gravel biking around Fontevivo offers diverse scenery, including agricultural plains, serene river valleys, and rolling hills. You'll also encounter historical sites, nature reserves, and vineyards, providing a rich visual experience throughout your ride.
Yes, many routes pass by significant points of interest. For example, the Parma Morta Nature Reserve – Reggia di Colorno loop from Parma traverses a nature reserve and historical landmarks. You might also encounter attractions like Garibaldi Square or the Parma Cathedral in nearby urban areas.
Many of the popular gravel bike trails in Fontevivo are designed as loop routes, offering convenient starting and ending points. Examples include the Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio and the Rocca Sanvitale Garden – Vineyards in the Carrega Woods loop from Parma.
The duration varies significantly based on the route's length and difficulty. For instance, a moderate route like the Val Baganza Bridge – Villa Casino dei Boschi loop from Collecchio, which is about 33.7 miles (54.3 km), can take around 3 hours 45 minutes, while longer, more difficult routes can take 6 hours or more.
The area is highly rated by the komoot community, with an average score of 4.5 stars from over 60 reviews. Riders often praise the diverse terrain, from river valleys to wooded hills, and the variety of options available for different ability levels.
Fontevivo offers a good selection of challenging routes for experienced gravel bikers. Over 60 of the available trails are categorized as difficult, featuring significant elevation gains and varied landscapes. These routes will test your endurance and technical skills.


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