4.5
(55)
678
riders
60
rides
No traffic gravel bike trails around Fontevivo are found in the lowlands of Parma, a region historically characterized by fertile plains and riverine landscapes. The area is situated near the Taro River Regional Park, which offers diverse terrain suitable for gravel biking, including agricultural land and natural corridors. Gentle hills, woods, and meadows are also present, particularly in areas like the Parco dei Boschi di Carrega, providing varied unpaved paths and dirt roads for exploration. This landscape offers a mix of flat sections and some challenging climbs, making it suitable for different skill levels.
Last updated: May 19, 2026
4.4
(5)
58
riders
68.3km
04:55
1,200m
1,190m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
4.3
(4)
30
riders
42.3km
02:47
510m
510m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.

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4.4
(8)
69
riders
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
(8)
89
riders
56.8km
03:32
530m
530m
Hard gravel ride. Very good fitness required. Mostly paved surfaces. Suitable for all skill levels.
5.0
(2)
44
riders
136km
09:06
1,920m
1,920m
Hard gravel ride. Very good fitness required. You may need to push your bike for some segments of this route.
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Beautiful panoramic point, worth a stop.
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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Walk in the open air
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Love this run. Avoid on sundays as crowded
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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)
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There are over 45 dedicated no-traffic gravel bike trails around Fontevivo. These routes offer a variety of experiences, from easy rides through the lowlands to more challenging adventures.
Fontevivo's car-free gravel routes offer a diverse mix of terrain. You'll find paths through the fertile plains and lowlands of Parma, alongside the Taro River, and through areas like the Parco dei Boschi di Carrega, which features gentle hills, woods, and meadows. Many routes utilize exciting dirt roads, locally known as 'sterrati', ensuring a true gravel biking experience away from traffic.
Yes, while many routes are moderate to difficult, there are at least 2 easy no-traffic gravel bike trails around Fontevivo. These routes are perfect for beginners or families looking for a relaxed ride through the scenic countryside. For a slightly more challenging but still accessible option, there are 14 moderate routes available.
Many routes pass by or near significant landmarks. You might encounter historical sites like the Cistercian Abbey of San Bernardo in Fontevivo itself, or natural monuments. For example, you could explore areas close to Monumental Plane Tree or other unique natural features. The region's rich history means there's always something interesting to discover.
Yes, several excellent loop routes are available. For instance, the challenging Torrechiara Castle – Val Baganza Bridge loop from Collecchio offers a substantial ride with significant elevation. Another option is the Val Baganza Bridge – Baganza Cycle Path loop from Parma, which is a moderate route.
The spring and autumn months are generally ideal for gravel biking in Fontevivo. The weather is milder, and the natural landscapes are particularly vibrant. Summer can be warm, but early mornings or late afternoons offer pleasant conditions. Winter rides are possible, especially on clear days, but some unpaved sections might be muddy after rain.
The komoot community highly rates the gravel biking experience in Fontevivo, with an average score of 4.34 stars. Reviewers often praise the tranquility of the car-free routes, the diverse landscapes ranging from riverine areas to wooded parks, and the opportunity to explore historical sites and natural beauty away from busy roads.
Absolutely. Fontevivo and its surroundings offer 32 difficult routes for experienced gravel bikers. These routes often feature more significant elevation gains and longer distances, such as the Busseto – View of Vigoleno loop from Fidenza, which covers over 135 km with substantial climbing, providing a true test of endurance and skill.
While specific parking details vary by route, many trails start from towns or villages like Collecchio or Parma, where public parking is generally available. It's advisable to check the starting point of your chosen route on komoot for more precise parking information, often found in the route description or comments.
Yes, many routes pass through or near small towns and villages in the Parma lowlands, offering opportunities to stop for refreshments. While the trails themselves are car-free, you'll often find cafes, trattorias, or small shops in the communities adjacent to the routes, especially in places like Fontevivo itself or other nearby towns.
The distances of the no-traffic gravel bike routes around Fontevivo vary significantly to cater to all levels. You can find shorter, easy routes, but many of the more popular options range from 45 km to over 135 km. For example, the Vineyards in the Carrega Woods – Road in the Boschi di Carrega loop from Parma is about 55 km, while the Val Baganza Bridge – Villa Casino dei Boschi loop from Collecchio is around 54 km.


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