Castles in Parma offer a journey through centuries of history, set amidst the region's diverse landscape of rolling hills and river valleys. The area is characterized by its strategic location, which led to the construction of numerous fortresses and noble residences. These structures reflect various architectural styles, from medieval strongholds to Renaissance palaces, providing insights into the region's past. The castles are often situated on panoramic points, offering views of the surrounding countryside.
Last updated: May 9, 2026
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La corte di Giarola è una corte rurale medievale dotata di chiesa interna, situata nell'omonima località presso Pontescodogna, frazione di Collecchio, in provincia di Parma; costituisce la sede dell'Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, del museo del pomodoro, del museo della pasta, del Teatro alla Corte, del centro visite "Sotto il segno dell'acqua", di due sale convegni e di un ristorante.[1][2] È il punto di partenza per semplici camminate nel Parco del Taro. STORIA: La corte fu costruita originariamente tra l'VIII e il IX secolo per volere della casata di Ingo, nobile franco; l'edificio nacque quale presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro; a causa della sua prossimità al corso d'acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde. La più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1034, quando Glariola fu citata in un rogito di compravendita di terreni da parte di Alberto Prete a Giovanni di Viarolo. I discendenti di Ingo, feudatari della zona,nel 1045 donarono il castrum con la sua cappella romanica alla badessa Imila del monastero di San Paolo di Parma. L'anno seguente il vescovo Cadalo cedette alcune terre in castro clariolae alle monache. Nei decenni seguenti le religiose trasformarono la struttura in una corte agricola indipendente,[4][5] protetta da mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio; le boscose e paludose terre circostanti furono bonificate e coltivate. Nel 1187 il papa Gregorio VIII emanò una bolla confermando alla badessa di San Paolo i diritti sull'Ecclesiam Sancti Nicomedi de Glarola, oltre a numerose altre del Parmense. A difesa dell'edificio e del guado il vescovo di Parma fece inoltre erigere una torre difensiva, che si aggiunse ai vicini castelli di Collecchio, Segalara, Madregolo e Carona. Nel 1308 i Rossi e i Lupi, dopo la loro cacciata da Parma, presero possesso della struttura fortificata di Giarola, che pochi mesi dopo fu contrattaccata dalle truppe di Giberto III da Correggio e distrutta al termine di un aspro combattimento; sopravvissero solo la corte agricola e la cappella. Nel 1440 ogni residua struttura fortificata fu completamente demolita o trasformata in abitazioni. Nel 1451 la corte ospitò durante il suo viaggio il duca di Milano Francesco Sforza,mentre nel 1495 vi si accamparono, in vista della battaglia di Fornovo, le truppe di Ludovico il Moro. Secondo il Catasto farnesiano del 1562, la corte, dipendente dalla magistratura di Parma e abitata da 110 persone, gestiva un territorio di 1140 biolche parmigiane, corrispondenti a circa 342 ettari, appartenenti in gran parte al monastero di San Paolo; le coltivazioni si estendevano in particolare nella pianura occidentale, in quanto all'epoca il fiume Taro scorreva molto più a ovest. Nel 1760 la chiesa romanica fu modificata in stile neoclassico. Dopo la conquista napoleonica del ducato di Parma e Piacenza, la corte rimase per alcuni anni soggetta direttamente al Comune (o mairie) di Parma, ma nel 1806 fu aggregata a quello di Collecchio. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi che colpì anche le benedettine del monastero di San Paolo, nel 1811 la tenuta fu confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli, primi tra tutti i conti Camillo e Alessandro Zileri. Gli abitanti della struttura raggiunsero la quota di 312 nel 1855, per calare un po' alla volta nei decenni seguenti. Le terre furono lottizzate e alienate a privati, mentre la corte fu acquistata alla fine del XIX secolo dalla famiglia Montagna, che dedicò parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni. Durante la seconda guerra mondiale, il 17 aprile 1945 la corte fu colpita dai bombardamenti alleati, che causarono la morte di nove persone[14] e il parziale crollo della chiesa di San Nicomede, di cui rimasero in piedi soltanto alcune porzioni delle murature esterne; il luogo di culto fu ricostruito nel 1950 nelle originarie forme romaniche. La fabbrica conserviera fu alienata nel 1957 all'imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo fu però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo. Dopo la cessazione dell'attività, il degrado aumentò, finché nel 1998 la corte e le strutture annesse furono acquistate dall'Ente Parco Fluviale Regionale del Taro, poi Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale, che ne avviò i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell'edificio a propria sede; nell'ala est furono inoltre ricavati un percorso espositivo e una sala auditorium. Nel 2005 fu recuperata la casa colonica esterna, destinata a Laboratorio storico. Nel 2006, su finanziamento della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Collecchio e della Fondazione Cariparma, l'ala sud, originariamente adibita a legnaia e deposito, fu trasformata in sala teatrale; il Teatro alla Corte fu inaugurato nel settembre del 2007; nello stesso anno furono avviati i lavori di sistemazione dell'ala ovest, ove all'interno delle antiche stalle trovò spazio nel 2010 il Museo del pomodoro. Nel 2013 il cantiere dell'ala ovest fu completato recuperando anche l'antico pastificio e il mulino; l'anno seguente gli ambienti divennero la sede del Museo della pasta. Nel 2014 fu inoltre ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede,sede parrocchiale a servizio della frazione di Pontescodogna. Nel 2019 fu ristrutturato l'antico caseificio posto nell'ala nord ovest, al cui interno nel novembre dello stesso anno fu inaugurato l'Agrilab Giarola, un laboratorio di cucina per promuovere la biodiversità agroalimentare, i prodotti del territorio e la loro stagionalità. FONTE ed altre b notizie: https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_di_Giarola
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Originally built between the 10th and 11th centuries, the castle was rebuilt in 1153 and expanded several times in the following centuries. With the exception of a few brief periods in the 12th and 14th centuries, the Pallavicino marquises maintained it almost uninterruptedly until their extinction in 1756. Assigned to the Sermattei family, the manor was purchased a few years later by the Landi cousins. Sold in 1882 to the Corazza family, the manor was renovated and transformed into an elegant stately home, rich in frescoes and stucco decorations. Since the early 21st century, the building, along with the surrounding village, has been used as a scattered hotel, with an adjoining farm. SOURCE: https://it.wikipedia.org/wiki/Tabiano_Castello
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A short detour to visit the town center (and perhaps stop at a bar for a snack)
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The singular basaltic monolith beneath the Bardi castle is located at the beginning of the Bardi - Borgo Val di Taro stage of the Via degli Abati
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A pretty little village with its characteristic castle, a convenient stopover for those taking the Appennino Bike Tour.
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From behind the courtyard you enter the Taro Park towards the canals and the butterfly path
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The Parma region boasts several castles with significant historical and artistic value. Torrechiara Castle is renowned for its 15th-century frescoes, especially the 'Camera d'Oro' depicting a love story. The Rocca Sanvitale di Fontanellato features masterpieces by Parmigianino in its 'Room of Diana and Actaeon' and a unique 'Camera Ottica'. Additionally, the Rocca dei Rossi in San Secondo Parmense is famous for its extensive 16th-century fresco cycles illustrating the Rossi family's history.
Yes, several castles in Parma are suitable for families. The Pallavicino Castle of Varano de' Melegari is noted as a family-friendly historical site. The Rocca Sanvitale di Sala Baganza offers a beautiful garden with games for children. The Rocca Sanvitale di Fontanellato, with its moat and unique optical chamber, can also be an engaging visit for families.
The area around Parma's castles offers various outdoor activities. You can find numerous running trails, including options like the Monte Caio Trail. For cyclists, there are extensive gravel biking routes such as the 'Torrechiara Castle and the Taro River Regional Park - gravel tour'. If you enjoy hiking, consider exploring waterfall hikes like the loop from Castelcorniglio to the Pessola waterfalls.
Torrechiara Castle is perched on a panoramic rocky hill, offering commanding views over the Parma River valley and surrounding vineyards. Bardi Castle also serves as a viewpoint, providing scenic vistas of the landscape.
Often called the 'little Versailles,' the Reggia di Colorno is a grand ducal palace that was transformed from a military fortress into a lavish residence by the Farnese family. It features over 400 rooms, opulent interiors with Baroque stucco work and frescoes, and a magnificent Italian-style garden. It also houses an Astronomical Observatory.
Yes, the Rocca Sanvitale di Fontanellato is unique for being surrounded by a wide moat that is still filled with water. Torrechiara Castle showcases a blend of medieval defensive characteristics with four rectangular towers and merloned walls, alongside Renaissance elegance in its interior design.
The Castello di Montechiarugolo is famously associated with the legend of the Fairy Bema, a young noblewoman with prophetic gifts whose spirit is said to return to the castle. This blend of history and mystery adds an intriguing layer to a visit.
Visitors appreciate the well-preserved nature of the fortresses and the rich historical insights they offer. Many enjoy the challenging yet rewarding paths to reach castles like Tabiano Castle, and the beautiful surrounding hills. The architectural blend of medieval and Renaissance features, along with stunning frescoes, are frequently highlighted.
Yes, the Parma region is rich in historical sites. For example, Busseto, a settlement with historical significance, is famous as the birthplace of the composer Giuseppe Verdi. The Corte di Giarola is another historical site that also houses food museums.
While specific opening hours vary by castle, the region's mild climate generally makes spring and autumn ideal for visiting, offering pleasant weather for exploring both the castles and their surrounding landscapes. Summer can also be enjoyable, though it may be warmer.
Torrechiara Castle was notably a filming location for the movie 'Ladyhawke,' adding a cinematic allure to its historical charm.


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